Le regole del gioco

1- Coinvolgi i bambini nella costruzione, se possibile.
(Almeno nell’ideazione. Chiedigli cosa vorrebbero. Ma costruisci anche per te stesso)

Costruire da soli per i bambini e costruire con i bambini sono due esperienze diverse.
La prima ha a che fare con la totale e personale libertà creativa, con il rilassamento, persino con la meditazione. Lasciati trasportare dal processo di costruzione.

La seconda ha a che fare con la relazione, con la mediazione, con la pazienza, col lasciare spazio all’altro, con l’unire forze e ingegno per un progetto comune.
Di solito ai bambini piccoli piace molto di più la fase decorativa. Lasciala a loro. Coinvolgi invece i più grandi nella soluzione di problemi tecnici.

Soprattutto: fai come pare meglio a te.

2- Prova a usare solo quello che hai in casa, sul momento.
(Impara ad arrangiarti)

Perché?

Per risparmiare il più possibile, e per riciclare il più possibile.
Io ho cominciato per questi motivi. Soprattutto il primo.

E ho scoperto che così facendo imparavo a cavarmela solo con quello che avevo a disposizione.
Spremevo per bene le meningi. Sfruttavo ogni scintilla d’ingegno. Provavo. Fallivo. Aggiravo. Trovavo nuove strade. Ho imparato ad adattare, ottimizzare, mediare tra obiettivi e mezzi, adattare gli uni agli altri.

Ti è concesso rovistare nella raccolta carta, o approfittare degli scarti di amici e parenti (ignorando i loro sguardi sbigottiti), ma non puoi assolutamente andare a comprare il pezzo che ti manca.
Dovrai aspettare che ti capiti per le mani, e nel frattempo cavartela con quello che hai. Ti serve una ruota? Cercala. Inventala. Lascia perdere i negozi di bricolage.

2- Non fissarti su un progetto troppo preciso.
(Scopri cose nuove)

Perché?

Perché, dovendo usare solo quello che hai in casa, è molto probabile che tu debba cambiare in corsa; è anche molto bello, cambiare in corsa.
In effetti, la parte migliore di questa pratica è proprio scoprire cosa succede cominciando a mettere assieme cose con uno scopo solo vagamente preciso: se non puoi cambiare la realtà, puoi cambiare il tuo approccio e ottenere un risultato che non avevi nemmeno immaginato, ma che però è proprio lì davanti agli occhi.
Se ottieni esattamente quello che immaginavi, sarai soddisfatto come quando a scuola facevi per bene il compitino. Punto. Se ottieni un risultato che non ti aspettavi, probabilmente ti sorprenderai di te stesso. Avrai scoperto qualcosa di nuovo.

3- Prima la giocabilità, poi l’estetica.
(Niente di troppo
 fine a se stesso)

Stai costruendo un giocattolo con cui giocare.
Non un oggetto d’arte o di modellismo (naturalmente nessuno ti vieta di costruire oggetti d’arte o di modellismo: anzi). Quindi concentrati su: solidità, ergonomia, semplicità. L’estetica viene dopo. Non domandarti come deve essere, ma cosa deve fare.

Ti consiglio inoltre di costruire giocattoli che si integrino con quelli con cui tuo figlio gioca.
Ad esempio con i suoi pupazzetti, le sue macchinine. Prendi sempre come misura di riferimento quelli, quando costruisci un castello, un circo, una base spaziale, un’officina. Altrimenti non ci giocherà. Se costruisci uno scivolo per le Barbie, tua figlia lo userà con le Barbie. Altrimenti ti dirà “bello”, e lo metterà da parte. Confrontati sempre con i tuoi figli sui giocattoli che vorrebbero loro. Chiedi cosa gli serve. E poi costruiscilo, magari con loro: non andare a comprarlo.

4- Non affezionarti a quello che costruisci.
(Distacco zen!)

Ti capiterà di essere così orgoglioso di una tua creazione di aver quasi paura di darlo in mano a tu* figli*, perché inevitabilmente la distruggerà. Però lo hai costruito perché ci giochi: tu goditi l’atto creativo, non il suo il prodotto.
Certo: se lo fracassa immediatamente sarà il caso di istruirl* sul rispetto per le cose e per il lavoro altrui. Magari facendoti aiutare a ripararlo. 
Sii pronto a smantellare un giocattolo ormai inutilizzato e crearne un altro.

5- Leggi Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta.

Perché parla di un non facile rapporto padre – figlio, di fantasmi e rinascite, di qualità, di prendersi cura.
Se non ti fidi, vai alla biblioteca civica più vicina, e sfoglialo. Se ti convince, prendilo in prestito. Se ti conquista, compralo, per sottolinearlo, annotarlo, tenerlo a portata di mano.

6- Non fare nulla che non ti senti di fare.
(Concentrati su quello che puoi fare, non su quello che devi fare)

Compreso seguire queste regole.

Ma per toglierti il dubbio, almeno provaci.

 

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