Moon Rover: mezzo d’esplorazione planetaria (poi convertito il mezzo dei Paw Patrol per necessità familiari)

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La caratteristica principale del formidabile MOON ROVER (che poi è diventato un mezzo dei Paw Patrol perché la mia secondogenita voleva così) è il sistema di ammortizzazione, che si realizza facilmente usando come “sospensioni a balestra” delle cannucce snodabili, (oppure delle clips aperte a 45 gradi: più solide ma forse meno belle esteticamente), su cui incollare un segmento di cannuccia dentro cui gira l’asse delle ruote.

La costruzione è tecnicamente semplice, dipende da quello che avete a disposizione.
Ve la cavate con un paio di forbici, un taglierino, colla a caldo (preferibilmente) o universale.

Ecco cosa serve a grandi linee:

  • Uno scafo: l’avanzo di bottiglia che avevo a disposizione (residuo di questo) era di un bianco che faceva davvero molto “NASA”.
    Di fatto potete trasformare in scafo qualunque cosa, di qualunque materiale: bottiglie, cartone, scatole. Cercate qualcosa che sembri fantascientifico (o steampunk). Tenete presente però che una forma cilindrica (da bottiglia classica, per intenderci) rende meno semplice l’installazione del sistema di ammortizzazione.
  • Cannucce pieghevoli: servono per fare gli ammortizzatori: l’avanzo di cannuccia sarà la sede di rotazione delle assi delle ruote, da fissare sugli ammortizzatori.
    Se non vi interessano gli ammortizzatori, vi basta una sola cannuccia (a meno che non stiate costruendo un mezzo colossale). Guardate qui e qui per costruire le ruote.
    Fate attenzione che le coppie di cannucce (anteriore e posteriore) siano della stessa lunghezza, paralleli e dritti, soprattutto quando fissate il segmento di cannuccia entro cui ruoteranno gli assi delle ruote.

  • Stecchini da spiedino: sono gli assi delle ruote. Li pianterete nei segmenti di sughero che avete incollato sui tappi di plastica che avete scelto come ruote. Probabilmente non è necessario incollarli, a meno che una volta piantati non abbiano troppo “gioco”.

  • Tappi di sughero: da tagliare in segmenti, servono per fabbricare le ruote (ci pianterete lo stecchino dopo averli incollati bene al centro del tappo di plastica), il collegamento tra i supporti della pala e lo scafo, e i collegamenti tra i bracci meccanici e lo scafo (in questo caso stanno dentro ai tappi di plastica).
  • Tappi di plastica: quattro grandi, da barattolo, per le ruote.
    Due piccoli per i bracci meccanici.
    Altri per varie ed eventuali decorazioni o accessori.
  •  Stecchini da gelato: sono i bracci veri e propri. Attenzione a non spezzarli quando li bucate con le puntine da disegno.
  • Mollette da bucato: le “mani”. Le fisserete al braccio con le puntine da disegno, senza colla, in modo che si muovano. Se le mollette sono di plastica, scaldate un po’ (non troppo!) la puntina da disegno per bucare la plastica.
  • Puntine da disegno: quelle con la capocchia grande servono per gli snodi dei bracci: attenzione quando le piantate nel legno degli stecchini.
    Potete anche usarle per fissare i bracci allo scafo: le pianterete all’interno di questo, in modo che la punta esca all’esterno; le incollerete; nella punta infilzerete il tappo di plastica a cui è fissato il braccio.
    Quelle “classiche” (con la capocchia piccola) servono per fissare i supporti della pala allo scafo: incollatele al sughero e poi piantantele nello scafo.
    Potete poi usarle per varie decorazioni.
  • Clips: io le ho usate per fissare i bracci allo scafo. Le ho incollate all’interno piegando un’estremità in modo da farla trapassare lo scafo nel punto in cui volevo fissare il braccio.
    Potete anche usarle come “balestre” per realizzare l’ammortizzazione, al posto delle cannucce.
  • Forchette da pic nic: i supporti della pala, facilmente sostituibili. Incollateci due mezze lune di sughero (due mezzi cilindretti, se preferite)
  • Cartoncino: per la pala vera e propria. E per tutto quello che vi viene in mente.
  • Un barattolo trasparenteio ci ho ricavato la cabina, rimuovendo il collo della bottiglia.

 

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